Questo blog è nato nel febbraio 2008 per offrire a tutti NOI DI LEIVI uno spazio dove confrontarsi e far emergere spunti di riflessione sulla vita politica del comune ed in particolare sui temi della tutela ambiente, risparmio energetico e innovazione tecnologica, argomenti di cui mi sono occupato personalmente dal giugno 2009 al maggio 2014, quando venni eletto nella nuova amministrazione comunale e delegato dal sindaco come assessore all'ambiente e all'innovazione tecnologica.
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martedì 12 agosto 2008

Impressioni dal consiglio comunale

Il 22 luglio scorso nell'ultimo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale, si è tornati a parlare ufficialmente di PUC. Questo in seguito ad una interpellanza del consigliere Sandro Ellena che chiedeva all'amministrazione se intende, modificando il progetto preliminare del PUC, assumere un ottica finalizzata alla valorizzazione del territorio in senso agricolo, artigianale e turistico e come intende muoversi e con chi, per definire il nuovo PUC nella versione definitiva.
Essendo un'interpellanza, poteva rispondere solo il sindaco senza l'intervento dei consiglieri comunali. La risposta, troppo aleatoria e sfuggevole, purtroppo non ha fornito elementi concreti per rispondere alle preoccupazioni del consigleire Ellena che condivido.
Mi ha confortato invece la forte presenza di pubblico alla seduta del consiglio. (I posti a sedere nella sala erano esauriti e alcune persone assistevano o ascoltavano soltanto, in piedi lungo le scale che scendono all'ingresso della Palestra).
Infatti io penso che se i cittadini smettono di partecipare al processo politico, chiunque noti i primi segni di illogicità, contraddizioni ecc., viene isolato e non trova il modo di esprimere i propri timori e di attirare l’attenzione di altre persone che, alla luce dei medesimi fatti, potrebbero condividere le sue perlessità. Se un numero troppo grande di cittadini smette di partecipare al processo democratico, la democrazia muore.
Credo nel dibattito, rispettoso vigoroso e aperto, dove si dia l'opportunità di sottoporre le proprie argomentazioni ad una valutazione informata, grazie alla quale presto o tardi le false convinzioni si scontrano con la dura realtà dei fatti.
Questo mi piacerebbe vedere nei consigli comunali del mio paese.

Alessio Casaretto

1 commento:

  1. Condivido quanto scrivi e aggiungo qualcosa.
    Se si volessero riassumere i consigli comunali dell'ultima legislatura in una sola parola (almeno sino all'arrivo del consigliere Ellena) credo che la più rappresentativa sarebbe "unanimità".
    Questa parola , formula fissa della liturgia dei nostri consiglieri, scandita regolarmente dal sacerdote-segretario suggella ogni votazione nell'assenza totale di dibattito: "all'unanimità… all'unanimità…"
    L'etimologia bellissima, di un solo animo, è in questa sede del tutto fuori luogo poiché, come sostieni tu Alessio, il consiglio comunale dovrebbe essere luogo di più anime.
    Impariamo dalla storia: il Sinedrio, l'antico tribunale ebraico (istituzione ben più saggia di quanto volgarmente si creda nel mondo cristiano), non permetteva che fossero eseguite le condanne a morte votate da tutti i propri membri. Al Sinedrio pareva impossibile che un voto unanime fosse umano, cioè ponderato e razionale.
    Certo qui non si parla di condanne a morte ma oltre che spendere soldi pubblici si prendono decisioni importanti che coinvolgono la vita di tutti i Leivesi (residenti e non) presenti e dei nostri/loro figli e altri che verranno ...anche quisarebbero auspicabli decisioni ponderate e razionali.

    Se manca la consapevolezza che le scelte migliori nascono dalla discussione e dal dubbio e l'unanimità diviene l'unica via per la concordia, la democrazia si appiattisce fino a scomparire e i dissenzienti vengono isolati, derisi, e fatti oggetto di giudizi che hanno più a che fare con i pregiudizi di chi li esprime che con la persona cui sono diretti.
    L'unanimità è qui un punto di partenza reso possibile dal mero disinteresse per la gestione pubblica e la resa psicologica ad un sistema consolidato nel tempo e soprattutto nelle menti mentre dovrebbe essere, e solo in alcuni casi, il punto d'arrivo di un processo di confronto e scambio di idee-visioni- proposte.
    Per finire due domande: quando apparteniamo alla maggioranza, siamo disposti a rispettare interiormente l'opinione della minoranza?
    Quando apparteniamo alla minoranza, siamo disposti a rispettare interiormente l'opinione della maggioranza?
    Pochi possono rispondere affermativamente alla prima domanda, pochissimi alla second.
    Questo rispetto delle opinioni altrui è ciò che mi piacerebbe percepire nei nostri consigli comunali e in generale in ogni contesto, laico o religioso, ove si debbano prendere deisioni per la comunità.

    Claudia Porcella

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