Segnalo un interessante articolo del nostro compaesano Giorgio "Getto" Viarengo noto esperto di storia locale, che ho letto nelle pagine del Secolo XIX dello scorso 10 agosto, che affronta il tema della valorizzazione dei territori di pregio immediatamente alle spalle di Chiavari (collina tra Rupinaro e Rialto) considerati da sempre strategici "per la tenuta di un alto livello di qualità urbanistica della Città. Oggi si discute di interventi edilizi ...omiss.. in un territorio di grande pregio, con terrazzamenti e particolarità paesaggistiche d'immenso valore: la tenuta e la tutela di questo paesaggio devono essere un progetto di tutta la città. Non si deve cadere nel tranello dell'abbandono del territorio, dei rovi che riconquistano i loro spazi, ma comprendere che la valorizzazione di una collina ad uliveto non può essere un insediamento diffuso. Il ripristino e la valorizzazione sono dormienti nello stato di abbandono, ma sopravvivono nella loro totale destinazione se ripristinati".
Mi permetto di aggiungere che quanto scritto ben si addice anche ai territori di pregio del versante "mare" leivese. Questo in funzione anche della valorizzazione della risorsa (vitale per Leivi) che è il turismo. Anche se da solo non basterà, infatti dovrà migliorare, per numero e qualità, anche la ricettività diffusa con Bed & Breakfast e agriturismi (anche grazie ad incentivi non solo economici - leggasi piano del turismo assente nel PUC), sfruttando la posizione strategica che vede Leivi al centro di un panorama escursionistico di assoluto valore, compreso tra i parchi di Portofino, Cinque terre e Val D’aveto. Non è pensabile che in futuro il turismo ligure sopravviva solo attorno alle spiagge e alle seconde case. Credo che in molti ormai se ne siano accorti.
Alessio Casaretto
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